lunedì 6 ottobre 2014

Guardare attraverso una finestra

Guardare, guardare, guardare… me lo dicevano sempre alle scuole superiori gli insegnanti di grafica, una cultura visiva è importantissima per chi vuole fare questo mestiere e io nel corso degli anni ho osservato tantissimo e ancora oggi una delle cose che amo di più è guardarmi intorno, ovunque mi trovo. Guardare attraverso qualcosa…  attraverso la finestra di casa, attraverso un binocolo o l'obiettivo di una macchina fotografica, in questi casi scegliamo noi cosa guardare, se ci spostiamo rispetto alla finestra vedremo cose diverse, se giriamo la testa con la macchina fotografica o usiamo lo zoom cambia l'immagine che ci troviamo di fronte e così non solo guardiamo, ma scegliamo anche cosa guardare. Guaradare attraverso qualcosa per andare oltre, dove di preciso non lo so ma l'idea di fare un percorso, l'idea di sapere che al di la c'è sempre qualcos'altro da scoprire mi affascina.

Collana in corda, sabbia e frammenti di conchiglie
Collana realizzata interamente a mano con corda, sabbia e frammenti di conchiglie


Ecco uno dei motivi per cui spesso nelle mie creazioni si trovano finestre od oblò, come in questa collana, una nuova versione di finestra contenente un intreccio di corda. Una lastra piuttosto grande rivestita di sabbia, una finestra quadrata con intreccio di corda, due file di frammenti di conchiglie e una chiusura composta da un piccola finestra e un bastoncino da infilarci dentro.

Collana - Dettaglio della chiusura
Dettaglio della chiusura che riprende la forma della lastra della collana.


Guardare, guardare, guardare… me lo dicevano i miei insegnanti di grafica e lo ripeto sempre anche io ai miei studenti dell'accademia, dovete imparare a comunicare attraverso le immagini e il modo migliore per imparare è quello di imparare ad osservare tutto ciò che vi circonda.

Buona creatività a tutti… Alberto


2 commenti:

Ilaria ha detto...

Vero quello che dici, e per guardare e osservare davvero non bastano gli occhi.. serve andare oltre - come dici tu - e per farlo bisogna "lasciare aperti i sensi" - come dico io - e sentire e vedere con l'anima, lasciandosi guidare dal fluire di emozioni che ciò che ci circonda suscita, stimola, risveglia. Come un qualcosa che abbiamo già dentro, a volte assopito, e che può trovare corrispondenza - o contrasto - in ciò che incontra. Da lì l'immagine che ne abbiamo, fortemente soggettiva nonostante ogni tentativo di oggettivarla.. e da lì il bello di trovarla ogni volta diversa, a seconda di chi sia l'osservatore e quale il punto di osservazione. Una diversità che è ricchezza nel momento in cui si riesce a comunicarla e condividerla.

Alberto Ferrari ha detto...

Ilaria, sono pienamente d'accordo con te… bisogna guardare non solo con gli occhi, se imparassimo a farlo, ci accorgeremmo che le nostre foto, anche quelle dei soggetti più comuni, sarebbero solo nostre.
Un abbraccio Alberto

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